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	<title>Rifondazione Comunista Buccinasco</title>
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		<title>Tribunale diritti malato</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 08:09:34 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti Malato]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/3OyH9l2H0Eg&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/3OyH9l2H0Eg&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Pausa estiva</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 16:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventuali&Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
Si avvisano i lettori che il blog si prenderà una pausa per tutto il periodo estivo a causa della partenza del Webmaster. L&#8217;aggiornamento riprenderà i primi di Settembre.
Buone vacanze a tutti
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://2.bp.blogspot.com/_1-0NW2BnIfE/SmVx7YZJq8I/AAAAAAAABNY/2g4XlIi45UA/s400/chiuso-per-ferie.png" alt="" width="293" height="280" /></p>
<p>Si avvisano i lettori che il blog si prenderà una pausa per tutto il periodo estivo a causa della partenza del Webmaster. L&#8217;aggiornamento riprenderà i primi di Settembre.</p>
<p>Buone vacanze a tutti</p>
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		<title>Ordine del Giorno Azienda Speciale Buccinasco</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 14:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buccinasco]]></category>
		<category><![CDATA[ASB]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sottoscritto Collini Andrea in qualità di consigliere comunale trasmette a nome e per conto dei gruppi consiliari: Partito Democratico; Partito della Rifondazione Comunista; Uniti per Buccinasco la allegata proposta di O.d.G  da porre in discussione per l’approvazione nel prossimo Consiglio Comunale.
Distinti saluti
Il Consigliere Comunale
Collini Andrea
ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE
 Oggetto: Soppressione Azienda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="ASB Buccinasco" src="http://www.comune.buccinasco.mi.it/imgfissi/Logo_ASB6.JPG" alt="" width="125" height="129" />Il sottoscritto Collini Andrea in qualità di consigliere comunale trasmette a nome e per conto dei gruppi consiliari: Partito Democratico; Partito della Rifondazione Comunista; Uniti per Buccinasco la allegata proposta di O.d.G  da porre in discussione per l’approvazione nel prossimo Consiglio Comunale.</p>
<p>Distinti saluti<br />
Il Consigliere Comunale<br />
Collini Andrea</p>
<p><strong>ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE</strong><br />
<strong> Oggetto: Soppressione Azienda Speciale Buccinasco </strong></p>
<p>IL CONSIGLIO COMUNALE DI BUCCINASCO</p>
<p><em>Premesso ch</em>e :</p>
<p>Il Parlamento sta  deliberando una manovra finanziaria che attuerà pesanti tagli economici agli Enti Locali ed in particolare ai Comuni  e che ciò comporterà una pesante ricaduta sui servizi che il comune eroga</p>
<p><em>Considerato che</em> :</p>
<p>Il Comune di Buccinasco, come tanti altri comuni Italiani, gravita in una difficile situazione economica  che causa  un pesante passivo economico in “parte corrente”; e conseguentemente  sarà necessario porre rimedio alle spese superflue per non penalizzare i servizi essenziali del comune</p>
<p><em>Nel prendere atto</em> :</p>
<p>Che è stato più volte evidenziato, da entrambe le parti politiche, che l&#8217;Azienda Speciale Buccinasco svolge ruoli che potrebbero essere riassorbiti all’interno dell’organizzazione comunale com’ era in passato<br />
Che  le ragioni per la quali  era stata costituita L’ASB sono venute a cadere  e che  l’attuale situazione comporta solo costi aggiuntivi e superflui;</p>
<p><em>Pertanto si ritiene</em> :</p>
<p>Che  l’eventuale soppressione dell&#8217;Azienda Speciale Buccinasco porterebbe solo vantaggi economici (gettoni di presenza membri del CdA, Revisore dei Conti, eccetera) pari a circa 70.000 € l&#8217;anno;</p>
<p>Che anche la soppressione della ASB non comporterebbe alcuna riduzione nel numero o nella qualità dei servizi offerti dal Comune di Buccinasco, in quanto le professionalità del  personale preposto  alle attività ora gestite dalla  ASB, verranno reintegrate nell&#8217;organico del Comune;</p>
<p>Per le ragioni esposte,  il Consiglio Comunale di Buccinasco impegna il Sindaco e Giunta ad avviare un percorso che preveda :</p>
<p>Il riassorbimento del personale dell’ASB nell’organico comunale attribuendo le stesse funzioni e trattamenti economici<br />
Il totale reintegro di tutte le attività, ora svolte dall’ASB, nel piano di gestione dei servizi del comune e che dovrà in seguito erogare direttamente<br />
L’avvio delle procedure burocratiche per la cessazione delle attività dell’ASB</p>
<p>I gruppi consiliari</p>
<p>Partito Democratico<br />
Rifondazione Comunista<br />
Uniti per Buccinasco</p>
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		<title>La Happening di Trezzano S/N chiude e 16 famiglie sono in mezzo ad una strada</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 14:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Milano e Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[Happening]]></category>
		<category><![CDATA[Trezzano s/N]]></category>

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LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA ESPRIME SOLIDARIETA’ ALLE LAVORATRICI E LAVORATORI DELLA HAPPENING
Questo è quello che potrà succedere a metà luglio, dopo il periodo dei saldi, a un negozio storico come la Heppening di Trezzano e 16 dipendenti corrono il rischio di perdere il posto di lavoro . La proprietaria del marchio Happening ha aperto una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><img class="alignnone" title="Happening Trezzano" src="http://rifondazionebuccinasco.files.wordpress.com/2009/12/happening1.jpg" alt="" width="384" height="288" /></strong></p>
<p><strong>LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA ESPRIME SOLIDARIETA’ ALLE LAVORATRICI E LAVORATORI DELLA HAPPENING</strong></p>
<p>Questo è quello che potrà succedere a metà luglio, dopo il periodo dei saldi, a un negozio storico come la Heppening di Trezzano e 16 dipendenti corrono il rischio di perdere il posto di lavoro . La proprietaria del marchio Happening ha aperto una procedura di mobilità per chiudere 13 negozi in Italia e dichiara che non ci sono alternative al licenziamento , aggiungendo fra l’altro, che con la professionalità acquisita dalle lavoratrici in tanti anni di servizio non sarà un problema a trovarsi un altro posto di lavoro………….<br />
Forse la proprietaria del negozio non si è accorta di che cosa succede in Italia da qualche tempo : centinaia di miglia di persone hanno perso o stanno perdendo il posto di lavoro.<br />
Sabato 3 e domenica 4 luglio, giornate di inizio dei saldi, le lavoratrici della Happining hanno indetto due giornate di mobilitazione  davanti i cancelli del negozio invitando i clienti, in segno di solidarietà, a rinviare gli acquisti ad altri giorni.<span id="more-1876"></span></p>
<p> <img class="alignnone" title="Happening Trezzano 2" src="http://rifondazionebuccinasco.files.wordpress.com/2009/12/happening2.jpg" alt="" width="384" height="288" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://rifondazionebuccinasco.files.wordpress.com/2009/12/happening3.jpg" alt="" width="384" height="288" /></p>
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		<title>7 luglio 2010 tutti a Roma per protestare contro le bugie del governo</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 08:43:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Temi Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[LEDHA]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazione]]></category>

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		<description><![CDATA[LEDHA e tutte le sue Associazioni sono attivate per garantire la massima partecipazione possibile alla MANIFESTAZIONE NAZIONALE del 7 luglio a Roma promossa unitariamente da FISH e FAND
Ebbene sì, tutte le promesse e dichiarazioni fatte dal Relatore di maggioranza Sen. Azzollini, dal capogruppo PDL al Senato Sen. Gasparri, dall&#8217; on. Letta che si era posto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft" src="http://www.airett.it/files/ledha_0_0.gif" alt="" width="150" height="151" />LEDHA e tutte le sue Associazioni sono attivate per garantire la massima partecipazione possibile alla MANIFESTAZIONE NAZIONALE del 7 luglio a Roma promossa unitariamente da FISH e FAND</em></p>
<p>Ebbene sì, tutte le promesse e dichiarazioni fatte dal Relatore di maggioranza Sen. Azzollini, dal capogruppo PDL al Senato Sen. Gasparri, dall&#8217; on. Letta che si era posto come nostro presidio all&#8217;interno del Governo&#8230; erano tutte una presa in giro.<br />
Ieri sera in Commissione bilancio è stato inserito nel maxi emendamento uno riguardante le persone con disabilità che è un vero attacco alla dignità dei cittadini con disabilità, degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie.</p>
<p>&#8220;Continua pervicacemente &#8211; scrivono i presidenti Giovanni Pagano e Pietro Barbieri &#8211; a persistere nel testo l&#8217;innalzamento della percentuale di invalidità necessaria per la concessione dell&#8217;assegno mensile di assistenza agli invalidi civili parziali (256 euro al mese) disoccupati ed indigenti, nonostante il risparmio dichiarato dallo stesso Ministero dell&#8217;economia sia risibile&#8221;, ma la correzione apportata con l&#8217;emendamento è definita come &#8220;ulteriormente iniqua&#8221;, perché creerebbe &#8220;una discriminazione fra le persone affette da una sola minorazione (con percentuale di invalidità superiore al 74%) e quelle affette da varie patologie inferiori all&#8217;85%&#8221;. Ai primi andrebbe l&#8217;assegno, ai secondi, no.</p>
<p>&#8220;Ancora più brutale e devastante &#8211; continuano i presidenti di Fand e Fish &#8211; è il subdolo intervento che modifica le condizioni medico-legali per l&#8217;accesso all&#8217;indennità di accompagnamento: l&#8217;emendamento governativo limita rigidissimamente le future concessioni&#8221;, assegnando &#8220;l&#8217;indennità di accompagnamento solo a chi è immobilizzato o che non riesce a svolgere tutte le funzioni fisiologiche&#8221;.<br />
LEDHA esprime tutta la rabbia, l&#8217;indignazione per questa assurda, iniqua ed ottusa politica del Governo sulla pelle delle persone con disabilità.<span id="more-1874"></span></p>
<p>E&#8217; per questo che da oggi LEDHA e tutte le sue Associazioni sono attivate per garantire la massima partecipazione possibile alla MANIFESTAZIONE NAZIONALE del 7 luglio a Roma promossa unitariamente da FISH &#8211; Federazione Italiana Superamento Handicap e dalla FAND &#8211; Federazione Associazioni Nazionali delle persone con disabilità.</p>
<p>LEDHA chiederà inoltre l&#8217;adesione alla Mobilitazione da parte delle Istituzioni, dei Partiti tutti (di maggioranza e di opposizione), dei Sindacati e di tutte le Organizzazioni del Terzo settore.<br />
A questa ARROGANZA rispondiamo&#8230; ORA BASTA!<br />
<em><br />
Fulvio Santagostini<br />
Presidente LEDHA</em></p>
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		<title>1960: la rivolta di una generazione</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 10:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventuali&Varie]]></category>
		<category><![CDATA[1960]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Lauro Farioli, operaio di 22 anni, orfano di padre, sposato e padre di un bambino; Ovidio Franchi, operaio di 19 anni, il più giovane dei caduti; Emilio Reverberi, operaio di 39 anni, partigiano nella 144a Brigata Garibaldi; Marino Serri, pastore di 41 anni, partigiano, primo di 6 fratelli; Afro Tondelli, 36 anni, operaio, partigiano della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://morirempecorenere.files.wordpress.com/2009/07/1960-reggio-emilia-da-l-unita.jpg" alt="" width="210" height="346" />Lauro Farioli, operaio di 22 anni, orfano di padre, sposato e padre di un bambino; Ovidio Franchi, operaio di 19 anni, il più giovane dei caduti; Emilio Reverberi, operaio di 39 anni, partigiano nella 144a Brigata Garibaldi; Marino Serri, pastore di 41 anni, partigiano, primo di 6 fratelli; Afro Tondelli, 36 anni, operaio, partigiano della 76a Sap, quinto di otto fratelli. Sono nomi diventati familiari a milioni di compagne e compagni che in questi decenni, alle manifestazioni, hanno cantato la bellissima canzone di Fausto Amodei, “Per i morti di Reggio Emilia”. Morti a Reggio Emilia, appunto, nella piazza che oggi si chiama ”Martiri 7 luglio”. Assassinati nell’estate di 50 anni fa dal piombo delle “forze dell’ordine” del governo Tambroni. Erano in piazza a manifestare contro la repressione che si era scatenata in tutto il Paese, con morti e feriti, dopo che la mobilitazione a Genova era riuscita ad impedire che in quella città – medaglia d’oro della Resistenza – si tenesse il congresso del Msi. Una nuova generazione, quella delle magliette a strisce, aveva riempito le strade e le piazze di tutta Italia. In continuità con quella precedente che aveva fatto la Resistenza, si mobilitò contro un governo – il governo Tambroni – che era nato nel marzo del 1960 con l’appoggio decisivo del Msi.  Ad appena 15 anni dalla sconfitta del fascismo e dalla cacciata dei tedeschi, questa generazione riteneva giustamente inaccettabile che un partito guidato da Almirante, fucilatore di partigiani, venisse accreditato come un partito democratico.</p>
<p>Inoltre, la richiesta di svolgere il congresso a Genova, venne ritenuta, giustamente, una provocazione. La mobilitazione di quelle giornate, dei ragazzi con le magliette a strisce, sostenuta fortemente dal Pci e dalla Cgil, cercarono di fermarla con repressione brutale. Ci furono morti, feriti, numerosi arresti, ma il governo e i padroni persero. Dopo pochi giorni Tambroni cadde e si avviò la stagione del governo di centro sinistra. Si stavano aprendo scenari nuovi. Dopo la sconfitta operaia degli anni 50, sbocciavano i germogli di una ripresa della lotta. La grande vertenza degli elettromeccanici tra il 1960 e il 1961 e le proteste a Torino di Piazza Statuto del 1962 erano i primi episodi di fermento che sarebbero poi culminati nelle lotte del ’68 e ’69. Una nuova generazione, quella delle magliette a strisce, e una nuova classe operaia, l’operaio massa della nuova fabbrica fordista che sostituiva l’operaio specializzato, furono il cuore pulsante di quella stagione. Quel ciclo di lotte si è concluso con la sconfitta dei 35 giorni alla Fiat del 1980. Da allora l’offensiva politica, sociale, culturale è passata nelle mani delle classi dominanti.<br />
Non dobbiamo essere pessimisti. Così come dopo gli anni bui dei reparti confino, di Scelba e Tambroni, una nuova generazione è scesa in campo e un nuovo ciclo di lotte ha “spinto in avanti la ruota della storia”, così avverrà oggi. Le contraddizioni di questo sistema, che la crisi economica in corso rende evidentissime, produrranno inevitabilmente lotte e nuove forme di mobilitazione e protesta. Il risultato sorprendente del “no“ a Pomigliano, ma anche le numerose manifestazioni di tutti i tipi che ci sono state nel nostro Paese in questi ultimi mesi, dimostrano che l’Italia non è un Paese pacificato. La generazione stupidamente definita dei “bamboccioni” in realtà sta provando, attraverso forme completamente nuove, in particolare con l’uso di quello strumento straordinario che è la rete, ad organizzarsi. Sta a noi, forze che a sinistra non hanno rinunciato a ritenere che le idee di trasformazione che hanno animato il movimento operaio in questi due secoli fossero fondate, ricostruire un soggetto politico che possa essere utile a questo scopo e attrattivo per questi soggetti che si affacciano oggi alla politica e che vorrebbero “abolire lo stato di cose presente”. Tocca a noi ridare credibilità alle parole che per tantissimo tempo hanno significato cambiamento, riscatto per le classi subalterne: Sinistra, Comunismo. In questi anni non lo abbiamo fatto e, anche per questo, queste parole, per molti giovani, non sono credibili e attrattive. Troppo spesso i nostri comportamenti sono andati nella direzione opposta a quella dichiarata. Non si tratta di ritornare al passato. Tuttavia, pensando a quei tempi e a quegli episodi (a partire dai fatti del luglio 1960, che in questi giorni ricordiamo con iniziative in tutta Italia), non possiamo non riflettere sul fatto che la politica della sinistra allora vivesse principalmente di valori e ideali e che chi si impegnava in quel progetto non lo faceva per diventare consigliere, assessore o parlamentare, ma perché ci credeva. Dobbiamo ritrovare quella passione, quella tensione ideale, quella solidarietà interna. Altrimenti la ruota della storia tornerà a girare, ma questa volta senza di noi.</p>
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		<title>Comunicato LEDHA</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 10:40:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Comunicazione Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[FISH]]></category>
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		<description><![CDATA[Ci permettiamo di pubblicare una importante Comunicazione della LEDHA

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Ci permettiamo di pubblicare una importante Comunicazione della LEDHA</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://rifondazionebuccinasco.files.wordpress.com/2009/12/comunicato-24-giugno-ledha-manifestazione-1-luglio.pdf"><img class="aligncenter" title="LEDHA" src="http://rifondazionebuccinasco.files.wordpress.com/2009/12/ledha.jpg" alt="" width="378" height="588" /></a></p>
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		<title>L&#8217;acqua della provincia di Milano deve restare pubblica</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 05:26:21 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Milano e Provincia]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://rifondazionebuccinasco.files.wordpress.com/2009/12/comuincato-stampa-contratto-acqua-su-gestione-dellacqua-nellato-provinciale-di-milano.pdf"><img class="aligncenter" title="Acqua Pubblica" src="http://rifondazionebuccinasco.files.wordpress.com/2009/12/acqua.jpg" alt="" width="406" height="635" /></a></p>
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		<title>Fermiamo la macelleria sociale del governo</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 07:24:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[rifondazione comunista]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://rifondazionebuccinasco.files.wordpress.com/2009/12/volantino-fds-sciopero-25.pdf"><img class="alignnone" title="Macelleria Sociale" src="http://rifondazionebuccinasco.files.wordpress.com/2009/12/volantinofds.jpg" alt="" width="457" height="648" /></a></p>
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		<title>Dopo Pomigliano gli altri</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 07:52:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Temi Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Muhlbauer]]></category>
		<category><![CDATA[Pomigliano]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo di Luciano Muhlbauer, pubblicato su Liberazione del 19 giugno  2010 e sulla free press online MilanoX
DOPO POMIGLIANO GLI ALTRI. ECCO PERCHÉ L&#8217;ARTICOLO 41 ALL&#8217;IMPROVVISO È SCOMODO
Ma che cavolo ha l’articolo 41 della Costituzione che non va? Insomma, è rimasto lì per 60 anni, non lo toccavano nemmeno ai tempi di Scelba, quando la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://temi.repubblica.it/UserFiles/micromega-online/Image/luciano_muhlbauer.jpg" alt="" width="104" height="120" />Articolo di <span style="color: #888888;">Luciano Muhlbauer</span>, pubblicato su Liberazione del 19 giugno  2010 e sulla free press online MilanoX</p>
<p><strong>DOPO POMIGLIANO GLI ALTRI. ECCO PERCHÉ L&#8217;ARTICOLO 41 ALL&#8217;IMPROVVISO È SCOMODO</strong></p>
<p>Ma che cavolo ha l’articolo 41 della Costituzione che non va? Insomma, è rimasto lì per 60 anni, non lo toccavano nemmeno ai tempi di Scelba, quando la polizia sparava sugli operai in sciopero, e ora, all’improvviso, è diventato un insopportabile ostacolo alla libertà d’impresa, un freno alla libera concorrenza e un rimasuglio di quel socialismo reale che in Italia non c’è mai stato (a differenza di Scelba, delle stragi di Stato e del regime democristiano, beninteso).</p>
<p>L’articolo 41 va riscritto. L’hanno detto Berlusconi e Tremonti e l’ha confermato un “tecnico” d’eccellenza, come il presidente dell’antitrust. I capi di Confindustria, da papà e mamma fino ai figli, si sono messi a sbraitare come ossessi: ci vuole la “deforestazione normativa”.</p>
<p>E allora, siccome la memoria potrebbe anche ingannarmi, sono andato a rileggermi l’articolo dello scandalo. Chissà, magari mi era sfuggito qualcosa in tutti questi anni.</p>
<p>Inizio a leggere. Il primo capoverso recita così: “L&#8217;iniziativa economica privata è libera.” Non mi pare roba da Carlo Marx, anzi, potrebbe averlo scritto Adam Smith in persona.</p>
<p>Passo quindi al secondo capoverso: “Non può svolgersi in contrasto con l&#8217;utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.” E questo mi pare persino ovvio. Mica può essere considerato lecito ridurre un cittadino in schiavitù o mutilarlo pur di ricavarne un guadagno. Insomma, ci vuole pure un confine tra l’imprenditoria e il crimine organizzato.</p>
<p>E poi, a pensarci bene, cose del genere si sentono dire e ridire anche da banchieri, imprenditori e manager, almeno nei convegni e nei seminari dedicati alla responsabilità sociale dell’impresa, o Corporate Social Responsibility, se preferite.<span id="more-1854"></span></p>
<p>Mi leggo allora il terzo e ultimo capoverso: “La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l&#8217;attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.” Nulla di strano neanche qui, mi pare. In fondo dice soltanto che le cose affermate al punto secondo non sono semplici auspici, bensì prescrizioni obbligatorie da tradurre in pratica con apposite leggi. Certo, questo rappresenta sicuramente una differenza con la storia della responsabilità sociale dell’impresa, che è un atto soggettivo e volontario, ma dall’altra parte è anche vero che lo stato di diritto è cosa diversa da un convegno di Bill Gates.</p>
<p>A questo punto, però, continuo a non capire dove stanno tutti questi impedimenti alla libertà d’impresa che frenano la ripresa economica. E così, per cercare di capire meglio, mi armo delle sagge parole del mio prof di Istituzioni di Diritto Pubblico di tanti anni fa -“quando c’è contrasto tra realtà materiale e realtà normativa, allora la prima tende a prevalere sulla seconda”- e volgo lo sguardo verso Sud, a Pomigliano d’Arco per la precisione.</p>
<p>Lì c’è uno stabilimento Fiat, ex-Alfa, con oltre 5.000 dipendenti, ai quali andrebbero aggiunti quelli generati dall’indotto. A dire la verità, in quella fabbrica c’è stato ultimamente un tasso di assenteismo un po’ altino, visto che i lavoratori hanno passato più tempo in cassa integrazione che al lavoro.</p>
<p>Comunque sia, gli operai di Pomigliano sono fortunati, perché la Fiat gli offre l’opportunità di non fare la fine dei loro colleghi siciliani dello stabilimento di Termini Imerese, destinato alla chiusura per fine 2011. No, per loro c’è sul tavolo l’offerta di 700 milioni di euro di investimenti e la produzione della nuova Panda a partire dal 2012.</p>
<p>Come si fa a non esultare, a non ringraziare la Fiat per la sua generosità? Invece di spostare anche la produzione della nuova Panda all’estero, dove ormai viene prodotta la grande maggioranza delle automobili Fiat, alla faccia del tanto decantato Made in Italy e, soprattutto, del mare di miliardi girati dalle tasche del contribuente italiano a quelle della multinazionale, il signor Marchionne ha deciso di fare un patriottico sacrificio.</p>
<p>Tuttavia, c’è una condizione. I sacrifici devono farli anche gli operai. Insomma, c’è la crisi e la competizione internazionale e quindi bisogna rinunciare a qualche piccolo privilegio italiano, per avvicinarsi maggiormente alle situazioni di avanguardia in termini di condizioni di lavoro, tipo la Polonia. Quindi, riduzione delle pause da 40 a 30 minuti giornalieri, aumento degli straordinari comandati da 40 a 120 ore a testa per anno, da fare anche durante la pausa mensa – peraltro spostata a fine turno-, deroga all’obbligo di riposo di almeno 11 ore tra un turno e l’altro, possibilità per l’azienda di non pagare la malattia al singolo lavoratore se l’assenteismo medio in fabbrica supera una certa soglia eccetera eccetera.</p>
<p>Ovviamente, questo accordo deve essere roba seria e, quindi, entrerà a far parte del contratto di lavoro individuale di ogni lavoratore. In altre parole, se a un operaio dovesse saltare in mente di partecipare a uno sciopero degli straordinari, per esempio, questo rappresenterebbe una violazione del contratto di lavoro, punibile con le sanzioni disciplinari, fino al licenziamento.</p>
<p>Gli estremisti-ideologici-irresponsabili-conservatori della Fiom hanno presentato delle proposte alternative, in grado di garantire l’obiettivo produttivo della Fiat di 280mila vetture all’anno, ma senza violare le regole del contratto nazionale, le leggi e il diritto di sciopero, peraltro costituzionalmente tutelato e pertanto indisponibile.</p>
<p>Ma Marchionne ha detto niet e ha ribadito: mangiare la minestra o saltare la finestra, accettare il diktat o finire disoccupati, portare la Polonia a Pomigliano oppure portare il lavoro in Polonia.</p>
<p>I sindacalisti responsabili di Fim, Uilm e Fismic hanno responsabilmente detto di sì, ma questo a Marchionne non basta. Ci vuole anche il plauso degli operai e quindi va fatto il referendum, cioè quella cosa che venne negata ai lavoratori ai tempi del contratto separato dei metalmeccanici. Comunque, la Fiat ci tiene alla democrazia e quindi i suoi rappresentanti hanno già iniziato a contattare i singoli dipendenti, per informarsi se hanno intenzione di andare democraticamente al voto, per esprimere liberamente il loro sì alla generosità della Fiat.</p>
<p>Insomma, Marchionne non chiede un accordo sindacale che garantisca gli obiettivi produttivi, ma chiede molto di più. Chiede agli operai di nobilitare un volgare ricatto, di chinare la testa, di arrendersi. Non lo fa per cattiveria o ottusità, beninteso, perché Marchionne non è né un pazzo, né un estremista, ma lo fa perché la vicenda di Pomigliano è una vicenda che va oltre Pomigliano.<br />
Dall’altra parte, che la produzione della Panda venga avviata effettivamente nel 2012 e nella dimensione annunciata è ancora tutto da vedere. A differenza degli impegni chiesti ai lavoratori, infatti, quelli assunti dalla Fiat sono corredati da diversi se e ma.</p>
<p>No, il punto è un altro. Pomigliano deve fare scuola, deve sfondare gli argini. Dopo Pomigliano arriveranno gli altri stabilimenti Fiat e non Fiat. E deroga dopo deroga toccherà all’istituto del contratto nazionale e alla legislazione, Statuto dei Lavoratori compreso.<br />
Vi ricordate della Thatcher e della sua guerra contro i minatori? Ebbene, è la stessa cosa. Non si aggredisce più l’anello debole della catena, ma si tenta lo sfondamento centrale. Insomma, si cerca di spezzare le reni ai metalmeccanici e alle loro organizzazioni ancora indipendenti, per avere campo libero dappertutto.</p>
<p>Si combatte a Pomigliano, ma la posta in gioca è nazionale e generale. Ecco perché in partita entra anche l’articolo 41 della Costituzione. Non perché impedisca la semplificazione burocratica o la velocizzazione delle pratiche per aprire una nuova impresa –ma quando mai!-, ma perché è necessario riscrivere il codice genetico della nazione, stabilendo anche simbolicamente che la libertà d’impresa, cioè la libertà dell’imprenditore, è un valore assoluto, mentre la libertà del lavoratore e della lavoratrice è soltanto una sua variabile dipendente.</p>
<p>E, <em>last but not least</em>, ecco perché oggi è giusto e necessario stare apertamente dalla parte di quelli come la Fiom. Perché i silenzi, le ambiguità e i balbettii equivalgono alla complicità.</p>
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